SIDNEY

In italiano a seguire / In English at the bottom

Despues de mas de 2600 kilometros por fin llegamos a Sidney. La capital moral del pais, diria yo, porque aqui esta todo lo que puedas desear. Es una ciudad muy bonita, increiblemente limpia, con un monton de parques inmensos, mucho sol... y el mar! Que mas se puede desear? Que este un poco mas cerca de Europa, supongo... Paseamos por el gran jardin botanico, un oasis de paz y tranquilidad. Cuando alzas los ojos y ves los rascacielos en la distancia parece que no vaya una cosa con la otra. Encontramos ibis y cacatuas paseandose tranquilamente por el parque, y zorros voladores colgados de los arboles.

De alli se ve una gran vista del famoso puerto de la ciudad, con el puente y la Opera House. Tambien asistimos a un espectaculo sorprendente. En una tienda de arte aborigen y souvenirs hacen un espectaculo de didgeridoo, el instrumento aborigen mas conocido mundialmente. Esperabamos una turistada, pero nos quedamos realmente sorprendidos. Estabamos habituados a un sonido bastante monotono, pero el chico mezcla un monton de efectos e interpretaciones de animales que convierten el espectaculo en algo increible. Nos explica la tecnica, nos cuenta que asi es como se interpreta en las ceremonias, y que la palabra didgeridoo no es aborigen, sino gaelica, y que correctamente deberiamos llamarlo yidaki. Nos dirigimos a Stanley Street, donde hay una gran concentracion de restaurantes italianos. Gennaro, el duenho de uno de ellos, nos dice que no pudo darle empleo a la cafetera porque no tenia el permiso de trabajo, pero que se hicieron amigos y le hizo un tour por la ciudad. El mismo nos ensenha la foto de mas arriba, y nos dice que le aconsejo a la cafetera de probar suerte en Nueva Zelanda, donde las leyes no son tan estrictas. Dejamos, pues, Australia. Lo unico que nos queda por hacer esta manhana, antes de ir al internet y mas tarde al aeropuerto, es lavar la ropa. Hay lavadora y secadora en el hostel, o sea que aprovechamos y le metemos practicamente todo. Y la lavadora se rompe! Tenemos toda la ropa a medio lavar y solo tres horas antes de tener que dejar la habitacion. Corremos a buscar una lavanderia, y hacemos el check out justito justito. Y ahi vamos, a la tierra de los kiwis...

<a href="http://aboriginalart.com.au/didgeridoo/" target=_blank>DIDGERIDOO </a>

 

Versione italiana

Eccoci a Sidney. Il viaggio durato tutta la notte e' andato abbastanza bene. Ovviamente non pensiamo nemmeno di riposarci, abbiamo la capitale morale dell'australia da visitare e c'e' solo il tempo per una doccia. Ci dirigiamo a Stanley st, la strada degli italiani a Sidney. Con tutta probabilita' la cafetera e' qui, o almeno da qui e' passata. Parliamo con Gennaro, pizzaiolo napoletano-australiano ci dice da notizie interessanti sulla cafetera, la quale, aveva trovato un impiego presso il suo stesso ristorante. Purtroppo si e' scoperto che non aveva il visto per lavorare e quindi e' stata cacciata. Le e' stato consigliato di recarsi in Nuova Zelanda, che ha particolari accordi internazionali con l'italia per quello che riguarda il lavoro. Per cui compriamo i biglietti per il primo aereo per la terra dei Kiwi (che e' tra 2 giorni) e nel frattempo ci godiamo Sidney. La citta' e' pulita, ordinata e silenziosa, per quanto lo possa essere una metropoli. Situazioni simili in europa le troviamo al nord europa, in posti dove solitamente fa molto freddo, qui in cambio ci sono 30 e piu' gradi. Arriviamo camminando al giardino botanico, nostra meta per ben due giorni. A spingerci a vedere le tante piante non e' tanta la nostra passione per la botanica ma la voglia di vedere tutta una serie di animale che hanno scelto il centro di Sidney per vivere. Si tratta di Cacatua, di Flying Foxes e cioe' pipistrelli giganti che pendono dagli albero tutto il giorno e aspettano la notte per andarsi a nutrire di frutta e ragni di dimensioni decisamente fuori dal ordinario europeo. Di grande effetto l'opera, bianca, risplendente sotto il sole australe e ben chiusa visivamente tra il ponte ed il mare. La citta' e' molto bella, ci sono tanti grattacieli che riflettono il cielo azzurro ma quello che effettivamente si sente che manca e' la storia. C'e' la chiesa di Santa Maria, in stile gotico che ha pochissimo anni e se da un lato affascina, perche' puo' far pensare ad una chiesa in europa poco dopo che era stata costruita, dall'altro sembra essere molto vuota, senza storia. Manca quell'odore, quella luce e quel buio tipico di un luogo sacro dove la storia e' entrata e si e' fatta il segno della croce, prima eventualmente di riuscire. L'unica cosa "storica" che abbiamo avuto il piacere di vedere e'stato un mini concerto di Digouridoo. La persona che suona questo strumento che si proclama un misto di sangue inglese, indigeno e italiano ci spiega un po' di cose come per esempio che il vero nome dello strumento, forse il piu' antico del mondo e' Yidaki.

<a href="http://aboriginalart.com.au/didgeridoo/" target=_blank>DIDGERIDOO </a>

 

English Version

After 2600 km we reach Sidney. It's a great city, it has everything, it's a pity that it's so far from Europe... We enjoy the enormous botanic garden, a peace oasis in the middle of the city, and we find ibis and more flying foxes. We start to look at those strange animals as if they were the most common thing to find in a city. There are great views of the famous Sidney Harvour, with its big bridge and the Opera House. We are surprised by a great show, in an aboriginal art shop. There's a guy playing the didgeridoo as I never heard it before, mixing with the monotonous blowing different animal sounds, as well as words and phrases. He tells us that it's the way that it's played in the ceremonies, the technic to use it, and that "didgeridoo" it's not an aboriginal word, but irish, meaning something like "black man blowing in a horn"! One of the multiple ways to name it in the aboriginal languages, and the most extended, is "yidaki". In Stanley Street, where there are a lot of italian restaurants, we meet Gennaro. He is the owner of one of them, and tells us that he couldn't employ the Cafetera because she didn't have the work permit. He showed her the city and tood the picture above, and recommend her to go to New Zealand, where the laws are more flexible. Today we are leaving Australia and going to Christchurch, New Zealand, where we expect to have better news.