A la sombra de las palmeras / All'ombra delle palme / Under the palms

In italiano a seguire/In english at the bottom

El viaje a las Fiji empieza accidentado. El avión está estropeado en Nadi y no puede venir a buscarnos a Auckland hasta que no llegue una pieza de Australia! Despuès de unas horas de espera nos llevan a un hotel cerca del aeropuerto y nos dicen que ya nos vendrán a buscar cuando llegue el avión. No podemos hacer nada, o sea que disfrutamos del lujoso bufet libre a la salud de la compañáa... hasta que nos dicen que nos despertaran a las 2.30 para ir al aeropuerto. Al llegar a Nadi el calor es sofocante, y más viniendo des de la fresca Nueva Zelanda. La Cafetera ya nos lleva otro dáa de ventaja, o sea que nos disponemos a recorrer toda la costa en su búsqueda. Empezamos por el sur de Viti Levu, la isla más grande del archipièlago. En Sigatoka encontramos las tápicas playas de postal, con la arena blanca y las palmeras inclinadas. Vincenzo tiene el trabajo de su vida para conseguir arrancar un coco y abrirlo... para descubrir que estaba verde. Nos resignamos a comprar la fruta en el mercado, donde suele estar mas al punto, y riquásima. Las piñas, las papayas y los mangos se llevan la palma.

No muy lejos de los paisajes más tápicos de Fiji encontramos la primera sorpresa: una gran extensión de dunas de arena, que si no fuera por el color oscuro podráa parecer que te encuentras en el desierto del Sahara. Si me llevan ahá y me preguntan en que paás estoy el último que diráa es Fiji! Seguimos la costa hasta Suva, la capital, y cogemos un ferry hacia la segunda isla, Vanua Levu. El viaje es un espectáculo, que empieza con un showman que sortea calendarios y vales para comidas gratis entre los pasajeros. La gente se organiza para el viaje, ponen alfombras al suelo para dormir, ya que los asientos parecen de cuarta mano de Ryanair, y cuecen carne para cenar en la barbacoa. Nos quedamos con la boca abierta ante la puesta de sol más espectacular que nunca he visto. Llegamos a Savusavu, un pueblo pequeño con mucho encanto que nos confirma lo que ya habáamos empezado a ver: Fiji es muchásimo más que playas bonitas. Fuera de los complejos hoteleros se esconde un paás con mucha personalidad, una cultura riquásima y una gente encantadora. Desde Savusavu nos dirigimos a la isla vecina de Taveuni. El viaje en bus y en barco nos lleva por paisajes muy distintos y realmente muy bonitos. Muy cerca de Wayebo, la capital, pasa el 180 Meridiano, el que marca la lánea de cambio de fecha. Aunque en todas las Fiji hay la misma hora, teóricamente pasamos unas cuantas veces del hoy al mañana. Buceamos en una islita desierta enfrente a la costa, donde nos llevan en barca. Cuando nos dejan ahi tenemos, durante tres horas, toda una isla para nosotros! Tanto debajo del agua como fuera, es increáble. El autobús que nos lleva a nuestro destino final, Lavena, pasa por un camino sin asfaltar y lleno de baches, por enmedio de multitud de pueblecitos. Cuando pasa el bus, la gente se para para mirar, sonreir y saludar a todo el mundo. En Lavena encontramos a una pareja de Oregon que habáamos conocido en el primer barco. Han acabado los estudios de 8 años de medicina china, y ahora van tratando a todo el mundo mientras van viajando. Compartimos una velada inolvidable con ellos y con una familia del pueblo, charlando, tocando la guitarra, haciendo malabares y tomando kava. Se trata de una bebida tradicional muy valorada por la gente de Fiji, que requiere toda una ceremonia paralela. El dáa siguiente nos levantamos muy temprano para ver la salida del sol y para evitar el calor, que no empieza a apretar hasta las ocho de la mañana. Hacemos una caminata preciosa por la costa, que nos lleva a una cascada en el bosque donde tomamos un baño refrescante. Además de pasarlo muy bien, no dejamos de indagar sobre el paradero de la Cafetera. Finalmente la suerte nos sonráe en Lavena, donde una mujer nos confirma que la ha conocido y nos enseña una foto con ella. La Cafetera habáa dejado al surfista, al que habáa sorprendido tomando una taza de te. Se le habáa vuelto a acabar el dinero, y despuès de la experiencia como modelo habáa decidido dar un paso más y probar suerte en el mundo del cine. La industria cinematográfica de Fiji no parece que pueda ofrecerle muchas posibilidades, o sea que el destino es obvio: Hollywood.

 

In italiano

Prendiamo regolarmente l'aereo da Christchurch ad Auckland e quando, nella capitale neozelandese ci apprestiamo a fare il Check in ci viene detto che il nostro aereo sta accumulando ritardo. Ci sediamo e aspettiamo. L'attesa si fa lunga e termina solo quando ci fanno sapere che il nostro aereo e' fermo per un guasto alle Fiji e si aspetta un pezzo di ricambio... dall'australia ! Avevamo sentito parlare di quelle che una compagnia aerea ti offre quando non riescono a farti partire e abbiamo sperimentato che si tratta veramente di una cosa di livello: hotel di categoria con piscina, tele e cena a Buffet. Ovviamente la nostra dieta del cammello di e' fatta trovare pronta per tale evenienza e abbiamo fatto il "tris". Le isole Fiji, viste dall'alto presentano una cornice di rocce e coralli tutt"intorno che fa si che l'azzurro intenso del mare sfumi in celeste prima di toccare terra. Il calore incredibile ci toglie un po'di forze e questo, insieme al giorno di ritardo da alla cafetera un grande vantaggio su di noi. La prima notte la passiamo a Sigatoka dove abbiamo la possibilita'di vivere le famose spiagge da cartolina delle Fiji. Sono come da cartolina. Vicino Sigatoka c'e'un area chiamata Le dune, si tratta di una vasta estensione di sabbia che, se non fosse per il mare ad lato e le palme agli altri altri 3 da la sensazione di trovarsi nel deserto. Completiamo l'attraversamento della parte sud dell'isola arrivando a Suva da dove ci imbarchiamo alla volta di SavuSavu nell'isola a nord est dell'arcipelago. Il viaggio notturno ci offre la possibilitá di vedere da vicino la vita "fijiana". Le persone si organizzano pure in gruppetti sul ponte della nave e qui mangiano, ascoltano musica e siedono su tappeti di foglie costruiti alla maniera di sempre. Incontriamo Clarck e Ann, due ragazzi della parte dell'Oregon che "non vuole conquistare il mondo" (non hanno votato Bush) che hanno studiato medicina cinese e che riappariranno tra un po'nel nostro diario di viaggio. Arriviamo a SuvaSuva. La citta'è'molto bella ma non cè molto da fare, per cui dopo un giretto per il centro decidiamo di goderci il nostro hotel con piscina e colazione a buffet a base di frutta tropicale : buonissima. Alcune sorgenti di acqua bollente ci ricordano che siamo su una zona arcipelago di origine vulcanica. Una cosa da segnalare a SavuSavu e'alberto, pizzaiolo napoletano giramondo che a 60 anni ha deciso di fermarsi in questo angolo del mondo. Inutile dire il casino che due napoletani possono fare quando si incontrano in un posto che si chiama SavuSavu nel mezzo del pacifico. Da savusavu intraprendiamo il viaggio in bus+barca alla volta dell'isola di Taveuni. In quest'isola passa il meridiano 180 e cioe'quello in cui si ha il cambio del giorno, ragion per cui, teoricamente se una parte dell'isola vive al lunedi', per esempio, l'altra meta' vive al martedi'. Per ragioni pratiche hanno deciso pero di "spostare" la linea del meridiano per includere tutta l'isola in un unico orario/giorno. A Waiyevo abbiamo la possibilita'di vedere il mare delle fiji dal lato dei pesci. E'bellissimo, incredibile e abbiamo il primo incontro ravvicinato della nostra vita under the water con un'animale pericoloso: un serpente marino bicolore che scappa quando ci vede. Da Waiyevo, alla ricerca di quanto ci puo'ci puo'essere di poco turistico, ci dirigiamo a Lavena dove, ritroviamo gli amici dell'Oregon su detti. Quando li incontriamo si stavano recando a curare con la medicina cinese la moglie del capo tribu'! Insieme con alcune persone del villaggio beviamo il Cava, una bevanda che si ottiene da una radice e che i locali bevono tutti in gruppo. Lèffetto di tale liquido e'di rilassare il corpo e la mente, ma non troppo. Infatto il giorno dopo riusciamo ad alzarci alle 5.30 per vedere l'alba e intraprendere una passeggiata nel bosco prima che il sole riscaldi eccessivamente. Arriviamo cosi'ad una cascata nella quale ci tuffiamo e ci carichiamo per il viaggio di ritorno. Unica nota negativa: la gran quantita'di mosche, tipica di questo periodo e che riusciamo a scacciare dalla faccia solo utilizzando una foglia come ventaglio. In questo villaggio riusciamo finalmente a sapere qualcosa della cafetera. Bisogna dire che le Fiji sono un paradiso gia' di per se, per via del mare, delle palme e tutto il resto ma sono qualcosa di piu'per una cafetera che viene da Napoli, perche' ci sono moltissime donne che assomigliano a Maradona. Una di queste donne in questo villaggio su detto ci offre informazioni preziosissime sulla cafetera. Infatti, la ha conosciuta e ci spiega che la cafetera ha deciso di lasciare il surfista, perche'un tipo troppo suferficiale. Il problema e' che adesso si trova a corto si soldi e quindi e' di nuovo alla ricerca di un lavoro. Si e'inoltre annoiata dei lavoretti e aspira a qualcosa di piu': vuole diventare attrice. Per questo si dirige al posto dove pensa di avere piu'possibilita'di realizzare il suo sogno: Hollywood. Quindi eccoci qua, di ritorno a Nadi da dove ci stiamo per recare agli stati uniti.

 

English

The trip to Fiji Islands doesn't start as planned: the plane is delayed, and we spend the night in a hotel in Auckland. At least a small part of the night, because they wake us up at 2.30am to go and catch the plane. When we arrive at Nadi we taste the incredible heat that will come with us all the time in Fiji. Because of the delay, the Cafetera is another day ahead of us, so we go quickly to the coast to look for her. We start following the south coast of Viti Levu, the largest island of Fiji. In Sigatoka we find the white sand beaches with palms that we always saw in postcard pictures. Vincenzo has a hard time picking a coconut and opening it, to discover at the end that it was not ready to eat. But we eat a lot of tropical fruit, only that we have to buy it in the market... Not far from Sigatoka there's a surprising landscape of sand dunes near the sea. It feels strange, knowing that you are in Fiji but looking around and seeing only what seems a big desert. We follow the coast to Suva, the capital, and from there we go by ferry to the second island, Vanua Levu. The trip is a show: the families put mats on the floor to have their own place to eat and sleep, people cook meat on the barbeque... and we see the most spectacular sunset in our lives. When we arrive in Savusavu, a small and charming coastal town, we are sure of what we already suspected: Fiji is a lot more than beaches and palms. Outside the resorts there's a great country with a rich culture and kind and nice people. From Savusavu we go to another island, Taveuni, again through great landscapes. Near Wayebo there's the 180 meridian, the date line. For practical reasons all Fiji remains on the same time and day, but we passed more than once from today to tomorrow in just a few steps! We go snorkeling in a small island close to the town. They take us there by boat, and when the guy leaves we have a whole desert island on our own! Under the water there's a forest of coral and thousands of multicolor fishies... and a snake! We go to Lavena by bus, following an unsealed road through jungle and small villages. Everyone in the way stops and waves his hand as we pass. In Lavena we find Anna and Clark, a couple from Oregon that we met in the boat. We share with them and a family from the village an unforgettable evening, talking, playing guitar and drinking kava, an ancient tradition in Fiji. The next day, after watching the sunrise, we follow the amazing coastal walk, that leads to a waterfall into the forest. We take a refreshing bath before going back to the heat. We find there another clue for our research. A woman says that she met the Cafetera and shows us the picture above. The Cafetera left the surfer after surprising him having a cup of tea. She was short of money again, and after her experience as a model in New Zealand she was thinking in jumping to the cinema. Her next step was obvious: Hollywood.