Home, Inicio, Inizio
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27

Cafetera Tv Channel

Entrevista en COMRADIO

Images

Solo Cafetera

 

Bienvenidos a Tijuana: Tequila, Cafè y Marihuana.

En castellano mas abajo/In english at the bottom

Arriviamo a Los Angeles il giorno 15, alle 1300 dopo essere partiti lo stesso giorno dalle Fiji alle 23. Facendo i conti abbiamo vissuto un giorno 15 gennaio di circa 40 ore ! Los Angeles mi ricorda per certi aspetti New York, tutto e' grande, se cerchi un telefono ne trovi 10, se vuoi mangiare trovi tutte le cucine del mondo,

se vuoi imparare una lingua trovi sicuramente qualcuno da qualsiasi parte del mondo. Il problema di Los Angeles, o come la chiamani gli statunitensi L.A. e´ che se non hai una macchina ti vedi perso. Molto del turismo di qua gira intorno ad Hollywood e cosi' troviamo i vari tuor per le case delle star, persone travestite da batman, superman, uomo ragno, Gandalf etc... Andiamo al CHinese theather, dove i personaggi famosi hanno lasciato le impronte e mi emoziono guardano le impronte di Sofia Loren. Camminiamo per la walk of fame,calpestando tante stelle con nomi di personaggi famosi e dove pure la cafetera ha posato per questa foto del Newsweek prima di scomparire dalla circolazione.Decidiamo di immergerci nella gastronomia locale, per cui ci dirigiamo verso un cafe' un Hollywood boulevard dove mangiamo un grande hamburger con patatine fritte. Molto buono, ma certo senza la personalita' che una pasta al forno della nonna puo' avere. Il problema di questa nazione e' che si e' cercato di costruire tutto ma non si e' riuscito ancora a sopperire a quella mancanza che rende grande l'europa: la storia. Praticamente qui un edifico di 50 anni e' gia' storico. Ci dirigiamo verso sud, alla volta di San Diego. Questa citta' si mostra molto di piu' alla portata del pedone, nel senso che e' abbastanza piccola e dispone di due linee del tram e di una fitta rete di bus. A San Diego ci facciamo passare uno sfizio che in Nuova Zelanda si era dimostrato eccessivamente dannoso per il budget¨: andiamo a vedere le balene ! Questi mammifero passano davanti alle coste della california durante questo periodo dell'anno e c'e´un´organizzazione che porta i turisti alla ricerca delle balene, dando la possibilita' di vedere questi animali nel momento in cui salgono alla superfice, sbuffano aria ed acqua e mostrano le coda prima di immergersi. Il tutto si ripete ogni 5 minuti. A san diego prendiamo uno dei tram suddetti e ci dirigiamo verso san Isydro. Il viaggio dura mezz'ora, scendiamo dal tram, attraversiamo un ponte ed un cancello e ci troviamo in Mexico ! Praticamente nessuno ha controllato i documenti ma noi dovevamo consegnare un foglio alle autorita' statunitensi per dichiarare l'uscita dal paese, per cui ritorno alla negli states e dopo aver consegnato il foglio, ritorno in mexico, ho attraversato la frontiera per 3 volte in mezz'ora. Tijuana si presenta come un centro dove gli statunitensi vanno a spendere, soprattutto nelle farmacie, perche' qui non bisogna consegnare ricette mediche. Tutto e' in dollaro statunitense e la gente si rivolge a noi in inglese, noi rispondiamo in spagnolo e all'improvviso nessuno ci vuole piu' vendere niente. Ci aspettavamo un clima d'illegalita' (dice manu chao: bienvenido a tijuana, tequila sexo e marijuana) che apparentemente sembra mancare. E' un posto che funziona come la parte stretta dell'imbuto per tantissimi sud e centroamericani che vogliono entrare negli states. A tijuana troviamo per la prima volta la grossa novita' di questo paese: il cibo. E' buonissimo, un po' páccante (ma niente rispetto al malese o il tailandese) e costa pochissimo. A tijana veniamo in contatto con un agente segreto statunitense, la cui identita' non possiamo rivelare per ovvie ragioni (lavora con la CIA) che ci fornisce ottime indicazioni sulla cafetera oltre alla foto che appare ad inizio articolo. Le autorita' US hanno lasciato la cafetera perche' lei ha lasciato il paese ed e' difficile che voglia ritornare. Per cui abbiamo ragione di pensare che si sta dirigendo verso sud, quindi, saltiamo sul primo bus e ci dirigiamo a Mexicali, altra citta' di frontiera, dove di fatto non succede molto. Con una notte di bus attraversiamo il deserto di Sonora, che ha dei cactus grandi come alberi ed arriviamo a Guaymas. Da qui ci spostiamo per mezza giornata a San Carlos, dove tocchiamo per la prima volta il paesaggio mexicano che spazia dal deserto con cactus al mare azzurro, il tutto confinante. Qui in messico moltissima gente indossa il cappello da cowboy e indossa gli stivali tipo pelle di vacca. Da Guaymas prendiamo il bus per Los MOchis, dove a parte di alcuni Burritos deliziosissimi non c'e' molto da descrivere tranne il fatto che da qui prendiamo il treno panoramico per Creel. Percorriamo in questo treno il fondo di un canyon, passando per villaggi sperduti tra le montagne e per ponti che sembrano volare sopra laghi "alpini" che riflettono il mondo. Il treno arriva con 4 ore di ritardo, per cui impieghiamo 12 ore per percorrere meno di 300 Km ! Ci ritroviamo a 2300 m di altezza ed il passaggio mare-montagna si sente a pelle ! Il freddo comunque non ci ferma, per cui il giorno dopo ci avviamo con altre 4 persone conosciute all'ostello a fare una grande passaggiata per le colline attorno Creel. E'una bellissima esperienza, deliziata dalla cucina casareccia che assaporiamo all'ostello. Scriviamo oggi da Chihuhaua, dove troviamo la casa-museo di Francisco Pancho Villa. Della cafetera non abbiamo ancora traccia e pensiamo che si stia dirigendo verso il sud, dove si concentrano le grandi bellezze di questa nazione. La ricerca continua.

 

En castellano

En Fiji empezó el dáa más largo de nuestras vidas... Y no en sentido figurado! El dáa duró, efectivamente, 41 horas. Salimos de Nadi a las 11 de la noche del dáa 15, volamos durante 6 horas, y llegamos a Los Angeles a la 1 del mediodáa del mismo dia 15. Uf, què sensación más extraña! Inmediatamente empezamos nuestra eterna búsqueda, dirigièndonos directamente a Hollywood Boulevard. Paseamos por encima de las estrellas del famoso Walk of Fame, echamos un vistazo a las huellas de los actores famosos delante del Chinese Theatre... Ya cansados, sin haber encontrado ninguna pista, decidimos ir a llenar nuestro estómago con la comida tápica del lugar: nos dirigimos al local más folklorico que encontramos, con policáas incluádos mirando un partido de fútbol americano, y nos zampamos una hamburguesa con patatas fritas. Muy buena, la verdad. Es allá donde vemos la portada del Newsweek. Despuès de recuperarnos de la sorpresa, planeamos inmediatamente el viaje hacia Tijuana. Llegamos a San Diego, la ciudad en la costa del Pacáfico que está prácticamente pegada a la frontera Mejicana. Tenemos muchas ganas de llegar a Mèxico para buscar a la Cafetera, pero se nos presenta una oportunidad que no podemos dejar pasar, o sea que nos subimos a un barco para ir a ver ballenas. La experiencia es muy bonita, y tambièn muy emocionante, todo el mundo silencioso y atento para localizar el chorro de agua que precede a la aparición de la ballena, y los breves momentos en que esta nos enseña la espalda y la cola antes de sumergirse otra vez. No podemos descuidar más nuestra misión, o sea que nos subimos al tram de San Diego, que nos deja justo delante de la frontera. Cuando entramos en los Estados Unidos nos pegaron un papel al pasaporte que dice que tenemos que devolverlo a los oficiales de inmigración antes de salir del paás, a riesgo de consecuencias espeluznantes. Empezamos a cruzar la frontera a pie, con todas la buenas intenciones de cumplir con las normas, sobretodo porque para volver a casa tenemos que hacer escala en Miami. Cuando nos damos cuenta ya estamos en Mèxico, y un oficial mexicano dice que esto tenáamos que haberlo dado a los gringos. No se sorprende cuando le decimos que no hemos visto ninguno, y dice que volvamos a entrar por el otro lado, cosa que hacemos sin problemas. Para ser tan paranoicos, la verdad es que esa frontera muy protegida no está... Entramos finalmente en Tijuana. La imagen que vemos no es para nada la de la ciudad peligrosa y llena de delincuencia que se ha proyectado por el mundo. Es un sitio muy turástico, lleno de "gringos" que vienen a pasar el dáa, a beber cerveza y margaritas, comprar sombreros mexicanos y medicamentos de todo tipo, ya que aquá nadie les pide receta. Investigando un poco conseguimos contactar con un espáa de los Estados Unidos, que estuvo siguiendo a la Cafetera por la ciudad, intentando averiguar sus intenciones. Nos enseña la foto que le tomó cuando llegó, y nos cuenta que la oyó comentar al dueño de una cantina que le gustaba mucho el ambiente de Mèxico y se dirigáa hacia el sur para conocer mejor el paás. No nos queda otro remedio que hacer lo mismo, o sea que pasamos por Mexicali y nos vamos tambièn hacia el sur, hasta Guaymas. A estas alturas ya hemos tenido tiempo de conocer a unos cuantos mexicanos, una gente encantadora, y tambièn de probar la comida, que está riquásima! Vamos a la oficina de información de la ciudad para que nos digan donde coger un autobús y a què hora, y pasamos más de una hora ahá, charlando con el responsable y tres amigos que le están haciendo compañáa. Hacemos una visita al pueblo de San Carlos, donde vemos de cerca por primera vez el tápico paisaje mexicano, de tierra seca y lleno de cactus, pero tambièn un puerto natural precioso donde vuelven pescadores con los barcos cargados. Nuestro próximo destino es Los Mochis, donde cogemos el Ferrocarril de Chihuahua al Pacáfico, pero al revès, o sea, desde el Pacáfico. El viaje, que dura todo el dáa, es realmente impresionante. El tren va subiendo la montaña, pasando por cañones y desfiladeros, y cruzando el parque natural de La Barranca del Cobre. Los paisajes nos dejan sin aliento. Al final del dáa nos encontramos en un pueblecito llamado Creel, y hemos pasado de 0 a 2400 metros de altitud. El cambio de temperatura es evidente, la verdad es que hace mucho fráo. Dormimos en una posada que nos ofrece, además, una deliciosa comida casera, y allá conocemos un montón más de gente que viaja como nosotros. Con ellos nos vamos a caminar por los alrededores, en las tierras de los indios Tarahumara, y disfrutamos una jornada de caminos de naturaleza despuès del dáa anterior pasado en el tren. Finalmente llegamos a Chihuahua, pero aún sin noticias de la Cafetera...

 

In English

Here we are in LA, we've crossed the 180 meridian, that's why after leaving on the day jan. 15 at 23 we are here the same day but at 13. What tourists do in LA is all about the movie stars, that's way here you can find the stars tour, while many people in the street wear as batman, spiderman, superman etc and offer their presence for taking picture. We reach the Chinese theather, where famous character left their foot and hand print. As we're here we choose to enjoy the local food, that's way we go to a cafe where we order the classical hamburger + chips. It's good, but nothing compare to grandmother's pasta al forno ! It's obvious that here they've been to built all what their imagination could dare, but there's one thing they will never be able to have and that's the richness of europe: the history. We keep moving toward the south and we reach San Diego, that we enjoy more then LA as here you can move also if you don't have a car. In this city we attend the whale watching, that was budgetkilling in NZ but that here is cheapper. The day after the whale thing we take the tram and we go to mexico ! in fact you can take a tram to san Isidro and from there you can litteraly walk in Mexico, reaching the city of Tijuana. Nobody controls your documents and you can enter Tijuana teorically without any documents, well, it's not the same the way back... We where expecting to find an illegal environment that doesn't exist, at the leat nowdays while a few years a lot of murders happened here. In tijuana we try for the first time the mexian food and we've to admit that's very good and very cheap. Here we get in touch with a Us agent that tell us that cafetera was here but as she didn't want to go back to US they choosed to leave her. That's way we think she's moving to the south. From Tijauna we move to MExicali, then, crossing Sonora Desert we arrive to Guaymas. Here, exactly in San Carlos we find for the first time the typical Desert environment, with sand and cactus. From Guaymas we reach the city of Los mochis. After one night we take the panoramic train that goes to Creel. The trip in increbile as we travel along a river side inside a canyon. We cross bridge over lakes from where we can see to image of the clouds. In creel we're at 2300 m and it's very cold but we don't stop doing things, in fact, together with some guys met at the hostel we go for a 4 hours walk on the hills around creel and we've a great, wet and cold, but still great time. We've reached now Chihuaha where there's the Pancho Villa's house museum and we keep going to the south where we suspect the cafetera beeing as in the southern side there's the best of this country.